Vincitori 2018

“LE AVVENTURE DI NUMERO PRIMO” di Marco Paolini e Gianfranco Bettin (Einaudi).

“La fantafavola di Marco Paolini e Gianfranco Bettin mette in scena un mondo futuro trasformato dalla biotecnologia in cui, però, l’intelligenza artificiale scopre di poter avere, senza saperlo, anche un cuore. In questa realtà la montagna preserva una sua irriducibile differenza rispetto a un mondo globalizzato, in cui Marghera e Venezia invadono la pianura fino alle Alpi e lo stesso mare perde la sua specificità. Dalla montagna viene alla luce Nicola, un Numero Primo come preferisce essere chiamato, lo strano e delizioso protagonista del libro. Emergendo da un ghiacciaio. La montagna è il rifugio dove lui, la capra bionica e Ettore, il padre adottivo, riparano nel momento del pericolo. E la montagna è dove muore Matilda – la “madre” – uscita vincitrice nella sua lotta per la preservazione dell’Uomo. In un rifugio di ghiaccio a chiusura del cerchio”.

LE SEGNALAZIONI

“PER FORZA O PER SCELTA. L’IMMIGRAZIONE STRANIERA NELLE ALPI E NEGLI APPENNINI” di AA.VV. (Aracne)

Elaborazione e ampliamento saggistico di un convengo (Bolzano, 2017) questo volume riunisce gli approcci multidisciplinari di sociologi, antropologi, economisti, sul grande e attualissimo tema della Immigrazione straniera nelle Alpi e negli Appennini.

“IL PAESAGGIO FRAGILE” di Antonella Tarpino (Einaudi)

L’affresco colto e pensoso di Antonella Tarpino esplora i territori, materiali e simbolici, di un’Italia vista dai margini, suggerendo “un nuovo sentire dei luoghi” con quattro itinerari ‘minori’ diversi e affini tra Piemonte e Liguria, ispirati e conclusi da un “uso ecologico della memoria”.

“CENT HEURES DE SOLITUDE” di Gaëlle Cavalié (Guérin Chamonix / Paulsen)

La salvezza che arriva dal cielo in forma di elicottero, dopo quattro giorni e quattro notti di bivacco solitario a quattromila metri, dà vita al piano-racconto del flusso dei pensieri, dei rimpianti, dei piccoli gesti, della paura, della giovane Gaëlle Cavalié. Senza veli e senza retorica offre uno splendido sguardo sulla dimensione più interiore dell’alpinismo moderno.

“FIORI SOPRA L’INFERNO” di Ilaria Tuti (Longanesi)

Ilaria Tuti propone una immagine della montagna lontana da ogni compiacimento e visione edulcorata. L’ambiente alpino è magistralmente descritto dall’autrice nelle sue durezze e malvagità che tuttavia non ne compromettono fascino e suggestione. Le indagini della protagonista portano alla luce storie e dinamiche dove il presente e il passato si intrecciano creando uno scenario ai limiti della credibilità.

“BALLATA SENZA NOME” di Massimo Bubola (Frassinelli)

Grande Guerra e montagna è un binomio inscindibile. Massimo Bubola nella sua “Ballata senza nome” canta e rievoca la conclusione del primo conflitto mondiale dando identità e voce alle spoglie dei soldati fra i quali fu scelto il Milite Ignoto.

PREMIO IL GUARDIANO DELL’ARCA – OSVALDO DONGILLI

Alla sua seconda edizione Il riconoscimento va a Ulysse Borgeat, oggi di 92 anni, soprannominato “Atlante”, espressione speciale e unica di generazioni che hanno affrontato la montagna senza ausilio di mezzi tecnologici e meccanici, portando sulle spalle materiali, viveri e ogni cosa necessaria ai rifugi del Monte Bianco per un totale di cento tonnellate.