Vincitori 2019

Il Vincitore 2019

Il vincitore Marco Balzano col presidente del Premio Sergio Frigo al Millepini di Asiago, una delle due sedi delle premiazioni
Lo scrittore col giurato Marco Albino Ferrari e la presentatrice Valentina Berengo a Palazzo Labia
Marco Balzano, al centro, con i segnalati e i vincitori del premio Guardiano dell’Arca – Osvaldo Dongilli

RESTO QUI” di Marco Balzano (ed. Einaudi)
In un lungo racconto, che è anche uno spaccato di storia, l’autore ricostruisce, con scrittura densa e fluida al tempo stesso, una pagina controversa e difficile della storia altoatesina / sudtirolese. L’acqua che sommerge il paese di Curon Venosta / Graun im Vinschgau all’estremo nord d’Italia è una metafora delle decisioni politiche dei regimi fascista e nazista che travolgono una intera comunità creando insanabili fratture in un tessuto familiare e sociale che faticherà decenni a ritrovare una nuova coesione. L’esplicita volontà dell’autore di realizzare un’opera di finzione, a cui la cronaca fornisce le coordinate per una storia più intima e personale, fa sì che il romanzo si legga con grande partecipazione ed empatia”.

LE SEGNALAZIONI

Irene Borgna con la giurata Paola Filippi e la presentatrice Valentina Berengo

“IL PASTORE DI STAMBECCHI” di Louis Oreiller con Irene Borgna (ed. Ponte alle Grazie)

“Attraverso uno scavo diretto viso a viso, con il protagonista di questa paradigmatica storia di montagna, l’antropologa Irene Borgna coglie il senso di una vita “fuori traccia”, come spesso sono le vite degli enfants du pays cresciuti nelle valli alpine più sperdute. La voce di Oreiller si fa portatrice di un mondo orgoglioso e virile che ci rimanda senza infingimenti a una cultura apparentemente lontana nel tempo eppure ancora presente. La sapienza del fare, il rapporto con il selvatico, la consuetudine con le grandi solitudini colorano queste pagine intensamente partecipate”.

Claudio Rigon con Ilvo Diamanti e Mario Isnenghi

“LA STRADA DELLE GALLERIE HA 100 ANNI” a cura di Claudio Rigon (ed. Club Alpino Italiano Sez. di Schio)

“Un lavoro di montaggio molteplice e fascinoso. La costruzione della celebre Strada delle Gallerie-52 sul Pasubio nel corso del 1917 viene raccontata con approccio originale da uno storico della fotografia, Claudio Rigon, particolarmente sensibile anche alla soggettività dei giovani ingegneri ufficiali del Genio che vi si impegnano. Come fotografi dei lavori in corso, essi sono contemporaneamente costruttori e narratori per immagini dell’impresa. Memoria e storia di vita quotidiana in una situazione d’eccezione e anche una re-visione della Grande guerra in sintonia con gli approcci attuali”.

Roberto Keller, editore italiano di Sylvie Schenk, con Alberico Rigoni Stern

“VELOCE LA VITA” di Sylvie Schenk (ed. Keller)

“Un avvincente romanzo di formazione al femminile ambientato nelle Alpi francesi degli anni Cinquanta e Sessanta. Quando la protagonista lascia Lione per sposare un ragazzo tedesco e approda in Germania l’ombra lunga dell’occupazione tedesca e della guerra imprime un’inattesa svolta al racconto in cui grandi e piccole storie si intrecciano costantemente. Una scrittura veloce come la vita del titolo”.

PREMIO IL GUARDIANO DELL’ARCA

OSVALDO DONGILLI

Quest’anno i premiati sono Mandra Schennach (39enne malgara della val del Chiese e titolare di una piccola azienda agricola in Val Vestino) e Gianluigi Rocca (62enne malgaro, pittore e poeta delle Dolomiti di Brenta e dell’ Adamello), con le seguenti motivazioni.

Mandra Schennach con Gianni RigonI Stern

MANDRA SCHENNACH

“Interpreta a pieno titolo gli articoli uno e nove dei principi fondamentali della Costituzione Italiana.

Fin da giovanissima ha lavorato d’estate negli alpeggi della Lombardia, del Trentino e della Svizzera, per undici anni ha gestito con grande professionalità le malghe Stabolone e Rolla: lei casara, il marito pastore. Ottima la gestione di duecento ettari di pascoli con oltre duecento bovini e la produzione di formaggi tipici”.

Gianluigi Rocca con Sandro Flaim del Comitato del Premio

GIANLUIGI ROCCA

“Autentico testimone della tradizione e della cultura alpina, Gianluigi Rocca unisce in una parvenza surreale l’ approfondimento e la ricerca storica, la divulgazione culturale e l’ attività quotidiana, pratica indiscussa della difesa del territorio montano e dei suoi abitanti. Attento osservatore delle problematiche del mondo pastorale cerca in tutti i modi di non disperdere la memoria di quel mondo lasciato in balia della propria vulnerabilità e spesso dimenticato nei territori di un’ oblio dal quale è difficile riportarlo a nuova vita”.

Le interviste ai vincitori